Basket
Redazione Sportsfera
Basket

La vecchia magia di Curry batte ancora il nuovo piano dei Lakers

Rimonta da 25 punti, Wilkins superato e un palleggio su Dončić: perché struttura e panchina di Golden State battono i Lakers costruiti su una stella, e perché la Cup conta già.

Pubblicato
31 ottobre 2026
Lettura
4 min
Categorie
Basket

Immagine generata con l'IA

Può una squadra essere sotto di 25 punti nel primo tempo ed essere comunque quella con il piano migliore? Venerdì sera al Chase Center, i Golden State Warriors hanno sostenuto questa tesi in modo piuttosto convincente.

Ecco la versione breve. I Lakers sono volati sul +25, con Luka Dončić che ha segnato 21 punti nel primo quarto. Poi i Warriors hanno vinto il secondo quarto 38-15, hanno pareggiato sul 53-53 all'intervallo e sono scappati fino al 112-95 nella gara d'esordio del girone di NBA Cup, secondo il Press Democrat. Stephen Curry ha chiuso con 31 punti, e lo stesso resoconto segnala che ha superato Dominique Wilkins ed è salito al 18º posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre della NBA (26.688).

L'highlight è il titolo, ma la storia è la panchina

Sì, il momento che tutti ritaglieranno per i social è Curry che lascia sul posto Dončić con un palleggio nel terzo quarto e poi infila la tripla proprio sopra di lui. È grande spettacolo. Ma pensiamo che leggerla come un duello Curry contro Luka significhi perdere di vista ciò che ha davvero deciso la partita.

Guarda da dove sono arrivati i punti. Secondo il resoconto del Daily News, Golden State ha ricevuto 50 punti dalle riserve, mentre la panchina dei Lakers ne ha messi insieme sette. Dončić ne ha segnati 37 e Austin Reaves ne ha aggiunti 21, ma il resto dei Lakers ha tirato con il 33,3 % dal campo. Questo non è un duello. È un attacco a un solo uomo contro un roster che si presenta sempre.

I titolari dei Warriors a parte Curry hanno segnato appena nove punti nel primo tempo, eppure sono arrivati all'intervallo in parità. Dice qualcosa sul sistema: quando le stelle non producono, la struttura sì. Melton, Niang, Richard e Podziemski hanno segnato e hanno difeso sul perimetro. I Lakers non hanno trovato una risposta simile quando l'impeto del primo quarto si è spento.

«Costruiti su una stella» non è un piano, e le palle perse dei Lakers lo dimostrano

I Lakers sono ormai, in modo esplicito, i Lakers di Luka. L'anteprima di Fox News lo ha detto senza giri di parole: niente più LeBron, le chiavi consegnate a uno dei migliori asset della lega. Dončić guida la NBA nei punti segnati, e nessuno dovrebbe far finta che non sia un rendimento d'élite.

Ma costruire una squadra attorno a un solo creatore ha un costo. Le palle perse dei Lakers hanno alimentato 27 punti dei Warriors. Reaves ha perso otto palloni per la seconda partita di fila. L'allenatore JJ Redick, parlando della sua panchina, ha detto che è «la sesta partita e la seconda sconfitta». Kessler ha definito il crollo «la cosa più frustrante». Lo stesso Dončić ha detto: «Tutti dobbiamo essere meglio di così». Non sono le parole di una squadra che ha una risposta quando la magia del primo quarto svanisce.

Per onestà, siamo a sei partite di una stagione lunga e i Lakers sono ancora 4-2. Dončić ha anche saltato la partita di mercoledì per un fastidio alla schiena, e i Lakers giocavano la terza gara in quattro notti. Non cancelleremmo Los Angeles. Diciamo solo che affidarsi a un unico motore invita proprio a serate come questa.

Non chiamare la Cup di ottobre un giocattolo

La lettura pigra è che le partite della fase a gironi a ottobre siano basket d'esibizione con un trofeo attaccato. Non siamo d'accordo. Golden State è 3-3 e ha avuto un avvio difficile, con Kerr che chiede apertamente pazienza mentre la squadra passa a un nuovo schema five-out. Una vittoria contro la squadra che li aveva travolti nella serata inaugurale, in una partita che vale per il Gruppo C, è il tipo di risultato che può trasformare una transizione incerta in fiducia.

C'è poi un punto di più ampio respiro: è stato il maggior scarto di vittoria nell'era dei 24 secondi per una squadra sotto di 20 o più punti dopo il primo quarto, secondo il Daily News, superando una vittoria dei Warriors sui Bulls nel 1976. Storia a parte, pensiamo che la classifica della Cup premierà probabilmente partite come questa, e basta questo per prenderle sul serio.

La frase di Curry è forse il miglior riassunto. Ha detto che quei momenti sembravano «i Warriors del terzo quarto di una volta». La nostalgia è una base rischiosa, e a 38 anni non può portare la squadra ogni sera. Ma per ora la vecchia magia arriva con profondità di roster e un sistema alle spalle.

Il nostro verdetto: i Warriors non hanno dimostrato di essere migliori dei Lakers su una stagione. Hanno dimostrato che un vantaggio di 25 punti costruito su una superstar è fragile, e che un 38enne con una panchina profonda può ancora smontarlo in un quarto. Se devi scegliere un modello su cui puntare, scegli la struttura invece del potere di una stella, e prendi sul serio la Cup.

Argomenti di discussione

Ancora nessun argomento: apri il primo.

Altri articoli