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Redazione Sportsfera
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Il passo della Ferrari ad Austin è reale, ma i limiti di pista falsano il quadro

La Ferrari ha comandato ogni sessione a COTA, ma 207 giri cancellati e una lotta per la pole tra cinque o sei vetture fanno sì che vinca chi supera la revisione della linea bianca.

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24 ottobre 2026
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Foto: Edwin van Nes from IJsselstein, Netherlands / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Una classifica dei tempi è ancora una prova se una buona parte viene cancellata? È la domanda che aleggia su Austin, dove la Ferrari ha chiuso al comando tutte le sessioni di prove libere eppure nessuno, Ferrari compresa, sembra pronto a considerarla la favorita.

Che cosa è successo davvero

Charles Leclerc è stato il più veloce in entrambe le sessioni del venerdì, davanti alla Mercedes di Kimi Antonelli di 0,042 secondi nelle FP2, secondo la BBC. Sabato Lewis Hamilton ha firmato il miglior tempo nelle FP3 davanti a Max Verstappen e Leclerc, mantenendo il en plein della Ferrari. Il suo giro più veloce sarebbe stato cancellato per aver superato i limiti di pista, e la prima posizione è rimasta comunque sua.

Colpisce la portata del problema. GPfans ha riferito che al Gran Premio degli Stati Uniti sono stati cancellati 207 giri, e Formula1.com segnala che anche il miglior tentativo di Verstappen nelle FP1 è tra le vittime. Poi le FP3 hanno riproposto lo stesso copione.

La velocità della Ferrari è autentica, ma non decisiva

Rendiamo alla Ferrari quel che è suo. L’aggiornamento, che PlanetF1 descrive come aerodinamico, con modifiche a fondo, pance e diffusore, sembra funzionare. La macchina appare forte in curva e nell’ultimo settore Leclerc continua a trovare tempo. Non è un miraggio creato dai giri cancellati.

Ma «più veloce» e «favorita» sono parole diverse. Verstappen è stato leggermente più rapido di Leclerc in media nei long run del venerdì, secondo la BBC, e GPblog ha messo i due a soli 0,002 secondi a giro di distanza. L’analisi della telemetria di Scuderia Ferrari Fans suggerisce che la SF-26 ceda circa mezzo secondo nei tratti a gas spalancato, anche se segnala che venerdì la Ferrari potrebbe aver usato una power unit più vecchia, quindi quel ritardo potrebbe esagerare il problema reale. Lo stesso Leclerc ha ridimensionato i progressi. E Hamilton era a 0,615 secondi dal compagno nelle FP2, segno che l’aggiornamento non è una soluzione universale.

La nostra lettura: la Ferrari ha la migliore macchina da qualifica per un soffio, non con un margine. Il team principal Frédéric Vasseur lo ha detto a modo suo: pensa che ci siano «cinque o sei macchine in grado di lottare per la pole». Con un gruppo così compatto, un vantaggio di pochi centesimi è inferiore al rumore di fondo.

Quando la linea bianca decide la pole, lo sport ha un problema

Ecco la parte scomoda. In una sfida così serrata, il giro che conta è quello che sopravvive alla revisione. Se i piloti perdono di routine i loro migliori tentativi, la qualifica diventa una prova su chi riesce a spingere al massimo fino a un bordo invisibile senza oltrepassarlo, su una pista sconnessa che Leclerc ha definito «pessima» nel primo settore. È un’abilità, certo. Ma diversa da quella che i tifosi credono di vedere.

A nostro avviso la colpa è meno dei piloti e più del circuito e del regolamento. Quando spariscono 207 giri, il sistema di controllo non coglie più errori rari: sta rimodellando la sessione. I piloti devono lasciare un margine che il tracciato sembra scoraggiare, e il rischio è che la pole vada a chi ha avuto fortuna nella revisione e non al più veloce.

La Ferrari qui non è la vittima. Anche il giro più veloce di Hamilton nelle FP3 sarebbe stato cancellato, stando a un post su Threads, e il tempo di vertice è rimasto valido. È questo il punto: tutti vengono penalizzati, nessuno può essere certo dell’ordine reale e gli spettatori restano a guardare tempi con l’asterisco.

Che cosa dovrebbe fare la FIA

La soluzione non è esotica. O si rendono i limiti fisicamente invalicabili nelle curve che continuano a produrre infrazioni, oppure si danno a piloti e tifosi informazioni più chiare e rapide su quali giri contano. Lasciare che le cancellazioni emergano a posteriori trasforma un’ora di qualifica in un procedimento legale. Non sappiamo esattamente che cosa abbia cambiato la FIA dopo il venerdì, ma le FP3 suggeriscono che non sia bastato.

Verdetto

Credi al passo della Ferrari, ma non incoronarla. La macchina sembra veloce, i long run dicono che la Red Bull è lì vicino e la Mercedes è a un passo. La nostra previsione, e resta solo questo: la pole si deciderà su un singolo giro rimasto dentro le linee, e passeremo la serata di sabato a discutere se fosse il più veloce. La Formula 1 non dovrebbe volere questa discussione. Si sistemino i limiti di pista e si lasci che sia di nuovo il cronometro a raccontare la storia.

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