Ferrari davanti nelle prove di Austin, ma quella velocità è un miraggio fino alle qualifiche
Hamilton e Leclerc in vetta ai tempi al COTA, ma le prove libere sono lusinghiere per la Ferrari. Finché qualifiche e passo gara non confermano, la Mercedes ha poco da temere.
Immagine generata con l'IA
Una macchina rossa in cima ai tempi è una notizia o solo un'abitudine? A nostro avviso la Ferrari è diventata così brava a conquistare i titoli delle prove libere che ormai li trattiamo come un genere a parte. Austin è l'ultimo episodio, e merita più scetticismo che applausi.
Cosa dicevano i tempi
Charles Leclerc è stato il più veloce in entrambe le sessioni del venerdì al Gran Premio degli Stati Uniti. Come riporta la BBC, nelle seconde prove libere ha chiuso con 0,042 secondi di vantaggio sulla Mercedes di Kimi Antonelli, con Max Verstappen terzo. Lewis Hamilton, quarto quel giorno, era a 0,615 secondi dal miglior tempo.
Sabato Hamilton ha ribaltato la situazione ed è stato il più veloce nelle ultime prove libere. Secondo la diretta di The Athletic, ha firmato un 1'36"716 nel suo primo giro veloce delle FP3, anche se la stessa cronaca notava che la Ferrari «vorrà di più».
0,042 secondi sono un arrotondamento, non un verdetto
Guarda chi era secondo venerdì: Antonelli, che per la BBC ha una possibilità matematica di chiudere il suo primo titolo mondiale questo fine settimana. Secondo i suoi calcoli, vince il campionato ad Austin solo se vince la gara, Russell arriva oltre l'ottavo posto e Hamilton oltre il quarto. Uno scenario impegnativo, e noi lo leggiamo come il segno di quanto margine abbia la Mercedes.
Uno scarto di 0,042 secondi in prova non ci dice quasi nulla. Non conosciamo i carichi di benzina, le mappature del motore né quanto ogni squadra stesse nascondendo. Anche il vantaggio di Leclerc su Antonelli di venerdì potrebbe sparire con una sola modifica. I primati della Ferrari sono giri veri, ma non dimostrano che la macchina batta la Mercedes quando conta.
Questo film l'abbiamo già visto a Monza
L'argomento migliore per la cautela è recente. A Monza, Grande Prêmio ha riferito che la Ferrari sembrava competitiva nei primi due settori delle FP3, ma la Mercedes era circa 0,3 secondi più veloce nell'ultimo, con Russell davanti e Hamilton secondo. Russell aveva perfino definito la Ferrari la «squadra da battere» dopo il venerdì, nonostante la Mercedes avesse comandato le FP2. Sembra un complimento e, secondo noi, è una cortina fumogena.
Lo schema della Ferrari, a nostro avviso, è una macchina che si mette in mostra sul giro secco e pulito e poi deve dimostrare di valere su uno stint. Il giro veloce di Hamilton a inizio FP3 ad Austin è sicuramente incoraggiante per la sua fiducia. Ma un buon giro a inizio sessione è la velocità più a buon mercato.
Cosa ci farebbe cambiare idea
Tre cose. Primo, una prima fila in qualifica per una Ferrari, non solo un piazzamento tra i primi tre. Secondo, un passo in simulazione di gara che regga il confronto con la Mercedes senza scuse legate al degrado delle gomme. Terzo, Hamilton e Leclerc che trasformino tutto questo in una lotta per il podio domenica. Non abbiamo davanti dati sui long run, quindi tutto ciò che diciamo sul passo gara è una previsione, non una constatazione.
C'è poi la McLaren: secondo la BBC, la squadra di Lando Norris ha introdotto questo fine settimana il primo di tre aggiornamenti consecutivi previsti, e lui non ha fatto registrare un tempo nella simulazione di qualifica con gomme morbide dopo un errore alla curva 16. Il suo vero passo è sconosciuto, e questo rende il quadro più confuso di quanto suggerisca qualsiasi titolo.
Verdetto
Goditi il dominio Ferrari nelle prove, ma non darlo per scontato. Finché le qualifiche non mostreranno le rosse davanti alle argento, la storia di Austin sarà il calcolo del titolo della Mercedes, non la rinascita della Ferrari. Se Hamilton e Leclerc passeranno davanti in qualifica, ritireremo volentieri tutto. Fino ad allora, il passo delle prove libere è un miraggio: piacevole da guardare, poco utile per una lunga camminata.
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