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Redazione Sportsfera
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Lo Sporting punta sul pedigree di Fonseca, ed è più rischioso di quanto sembri

Lo Sporting lascia andare un allenatore del double a pochi mesi dal rinnovo e sta per preferire il curriculum alla continuità. Un titolo francese lascia intuire il costo.

Pubblicato
2 novembre 2026
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Che cosa fa un club quando il suo allenatore ha vinto un campionato e una coppa, è arrivato ai quarti di finale di Champions League e non sopravvive comunque a nove punti di distanza dalla vetta? Se sei lo Sporting, consegni le chiavi a un nome più grande e speri che il curriculum faccia il resto. Pensiamo che sia una mossa difendibile. Pensiamo anche che sia molto più rischiosa di quanto suggerisca la narrazione facile dell'arrivo di un grande nome.

Lo Sporting cercava il successore di Borges mentre lui lottava ancora per il posto

Secondo Observador, Rui Borges se ne va dopo i colloqui con il presidente Frederico Varandas per risolvere un contratto che durava fino al 2028. Tiago Fernandes, della squadra B, subentra ad interim per la partita di Champions League contro lo Shakhtar.

Paulo Fonseca, che ha pianto in campo dopo il 2-0 del Lione sull'Angers, è il successore atteso, anche se il club dice che annuncerà il nuovo allenatore nel corso di questa settimana. Il debutto arriverebbe probabilmente sabato contro il Moreirense. Quanto riportato da Observador e ripreso da Sapo dice che si è raggiunto un accordo con il Lione, che Borges sapeva dei contatti esplorativi con possibili successori e che una somma superiore a 6,5 milioni di euro ancora dovuta per il trasferimento di Afonso Moreira ha contribuito a sbloccare tutto.

La continuità è stata la prima cosa che lo Sporting ha buttato via

Ecco la parte scomoda. Borges era stato rinnovato a maggio, con il presidente che lodava pubblicamente il double e il percorso in Champions League. In pochi mesi, una sconfitta in casa con l'Académico de Viseu e uno scivolone a nove punti dal Porto hanno ribaltato il giudizio. A nostro avviso, il club è passato dal presentarlo come il progetto al trattarlo come il problema nel giro di qualche settimana.

Augusto Inácio, intervenuto su Observador, ha attribuito gran parte della colpa all'estate del club stesso: cinque o sei titolari andati via, ha detto, e non è opera di un allenatore. Noi ci spingeremmo oltre. Se ricostruisci metà rosa e perdi il leader della difesa e la voce del centrocampo, l'allenatore è il pezzo più economico da cambiare. Un nuovo nome in panchina non riporta indietro Diomande né Hjulmand, e questa è la nostra opinione, non un verdetto delle statistiche.

Secondo Observador, il piano era a medio termine: un allenatore per un progetto, non per un salvataggio. È coerente. Ma rende strano il momento: un progetto a medio termine lanciato nel pieno di una campagna di Champions League e di una corsa al titolo in cui si è già a nove punti.

Il curriculum di Fonseca è reale, e lo è anche l'asterisco

Le ragioni a suo favore sono facili da scrivere. Ha esperienza in Portogallo, con Paços de Ferreira, Porto e Braga. Ha vinto titoli allo Shakhtar e ha lavorato alla Roma, al Lille, al Milan e al Lione. Inácio ha definito il suo arrivo una certezza e ha detto che, ovunque sia stato, ha prodotto buoni risultati.

Le ragioni contrarie, almeno in forma di titolo, stanno su Record, che ha intitolato il suo pezzo sull'addio della stampa francese: «miracoli quando meno te li aspetti, fallimenti nei momenti decisivi» (traduzione nostra). Abbiamo solo il titolo, non il testo completo, quindi non fingeremo di conoscere tutti gli esempi che ci sono dietro. Eppure, se quella fama è meritata, somiglia molto al difetto che ha danneggiato Borges. Lui è stato affossato soprattutto dai risultati nei momenti importanti: la sconfitta con il Midtjylland, la sconfitta con il Viseu, due vantaggi per 2-0 finiti in pareggio. Ingaggiare un allenatore con una reputazione simile non è una soluzione. È una scommessa sul suo potenziale.

Aggiungiamo il contesto. Al Lione, Fonseca ha passato l'autunno a improvvisare l'attacco dopo gli infortuni, e CNN Brasil ricorda una sconfitta per 3-0 in Europa League con l'Hoffenheim e una per 2-0 con il PSG. Dice di essere abituato ad adattarsi alle opzioni che ha. Il problema dello Sporting sembra simile: una rosa ridotta, non vuota.

Il nostro verdetto

Lo definiremmo un ingaggio dignitoso fatto per i motivi sbagliati e nel momento peggiore. Fonseca sembra una scelta sensata, e la sua esperienza portoghese probabilmente accorcia la curva di apprendimento. Ma la dirigenza sta comprando sollievo, non una soluzione. Se Varandas crede che il nuovo allenatore sistemi una rosa la cui rivoluzione estiva è indicata dallo stesso Inácio come causa della crisi, tra un anno si ritroverà qui.

Cosa devono guardare i tifosi dello Sporting? Non la prima partita, che probabilmente sembrerà migliore per default. Guarda la prima volta in cui lo Sporting sarà in vantaggio di due gol o affronterà una serata di Champions League in cui bisogna vincere a tutti i costi. È lì che è caduto Borges, ed è lì che la stampa francese, secondo il titolo di Record, dice che a volte cade anche Fonseca. Se supera quei momenti, l'argomento del pedigree regge. Altrimenti lo Sporting avrà scambiato un allenatore con un difetto per un altro, e probabilmente avrà pagato un indennizzo al Lione per il privilegio.

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