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Redazione Sportsfera
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La Juventus non ha perso per le tattiche del Genoa, ma per le sue distrazioni

La sconfitta per 2-0 a Genova nasce da errori evitabili, e il vero problema di Spalletti è una squadra che sembra preoccupantemente a corto di concentrazione e identità.

Pubblicato
28 ottobre 2026
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Si può perdere una partita senza mai essere stati superati dal punto di vista tattico? La Juventus l'ha appena fatto a Genova. Non c'è stata nessuna lezione di tattica da parte dei padroni di casa. C'è stata una Juve che ha regalato il pallone, l'iniziativa e, alla fine, anche i punti.

Mercoledì sera al Ferraris, alla nona giornata di Serie A, il Genoa ha battuto la Juventus 2-0 con i gol di Ehizibue al 12' e di Baldanzi al 28', entrambi nel primo tempo. Come riporta l'ANSA, la squadra di Spalletti non ha prodotto un tiro davvero pericoloso fino al recupero, quando una punizione di Koopmeiners ha colpito la traversa.

Il risultato lascia la Juve a quota 14 punti, fuori dalle zone europee e a sei lunghezze dal quarto posto, secondo un lancio Lapresse ripreso da zazoom. È la terza sconfitta in campionato, arrivata subito dopo il 2-0 di Lecce che per qualche giorno era sembrato l'inizio di una risalita.

Entrambi i gol sono stati un autogol di squadra, e questa è la vera diagnosi

Guarda come sono arrivati i gol. Il primo nasce da un cross di Baldanzi dalla sinistra, concluso da Ehizibue, con Cambiaso e il portiere Vicario incapaci di evitarlo. Il secondo parte da un pallone perso da Kalulu a centrocampo a favore di Vitinha, e l'azione si chiude con Baldanzi che batte Vicario con una deviazione. Le pagelle di Leggo hanno dato 4,5 sia a Cambiaso sia a Kalulu, e il titolo diceva che le loro disattenzioni sono costate la partita alla Juve.

Secondo noi, una serata storta di due giocatori sarebbe perdonabile. Quello che preoccupa è il quadro più ampio. Kalulu ha anche sbagliato un gol fatto poco prima dell'intervallo che avrebbe potuto riaprire la partita. Nella ripresa, Cambiaso e Vicario non si sono capiti su un retropassaggio e hanno concesso un calcio d'angolo. L'ANSA ha scritto che la squadra non sembrava essere in campo con la testa, ed era esattamente l'impressione che dava. Non è un problema che si risolve con un nuovo schema di pressing. È un problema di attenzione, e l'attenzione è la prima cosa che un allenatore dovrebbe pretendere.

I cambi di Spalletti all'intervallo hanno raccontato il primo tempo

All'intervallo Spalletti ha tolto Gatti e Alajbegovic e ha inserito Woltemade e Zhegrova. Leggo ha indicato Zhegrova come l'unico giocatore della Juve capace di saltare l'uomo e di mettere in difficoltà il portiere del Genoa Bijlow, e ha scritto che Woltemade ha portato vivacità in una costruzione lenta e prevedibile.

Per noi è un'ammissione. Se due subentrati riescono a cambiare il tono dell'attacco in 45 minuti, il piano di partenza non funzionava, e una squadra che ha bisogno ogni volta di essere salvata all'intervallo quando va sotto è una squadra che vive pericolosamente. Per onestà, un allenatore non può entrare in tackle al posto dei suoi giocatori. Ma può decidere chi parte titolare, e può costruire una squadra che non debba trovarsi sotto 2-0 prima di mostrare un po' di grinta.

Il giudizio di Leggo sullo stesso Spalletti è stato durissimo: un 4 e la frase secondo cui la Juve è una squadra senza identità che si sgretola troppo facilmente. Noi ammorbidiremmo il tono, ma non la sostanza. L'identità è ciò a cui una squadra si aggrappa quando la partita si fa brutta, e al Ferraris la Juve non aveva nulla a cui aggrapparsi.

Il Genoa ha fatto le cose semplici, e la Juve dovrebbe vergognarsene

Daniele De Rossi ha cambiato sei giocatori rispetto alla formazione che aveva battuto il Venezia e ha comunque ottenuto una prestazione che l'ANSA ha definito attenta e precisa come mai in questa stagione. Il Genoa è ora a 10 punti dopo la seconda vittoria consecutiva, e nessuno che abbia visto il primo tempo può parlare di fortuna.

È questa la parte scomoda per la Juventus. Il Genoa non ha avuto bisogno di nulla di speciale. È stato più rapido sul pallone e ha punito gli errori. Un club con le risorse della Juve dovrebbe essere in grado di garantire almeno questo livello base in qualsiasi mercoledì sera, qualunque cosa dica la classifica.

Cosa dovrebbe fare ora la Juventus

La nostra indicazione è semplice. Smettere di leggere la vittoria di Lecce come una prova di progresso e considerare Genova il dato più sincero. Spalletti deve fare della concentrazione la prima regola della settimana, a cominciare dalla linea difensiva e dal portiere, perché è lì che si è persa questa partita. La stampa italiana scrive già che la panchina comincia a traballare, e crediamo che questa pressione crescerà solo se le disattenzioni si ripeteranno.

Pensiamo che il tempo ci sia ancora. Sei punti dal quarto posto si possono recuperare a ottobre. Ma una squadra non può risalire la classifica se continua a regalare i gol agli avversari, e in questo momento la Juve sta facendo esattamente questo.

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