Il derby del Milan non metterà alla prova il sistema di Amorim, ma la panchina
Con Tomori k.o. e Rabiot in dubbio, il derby di sabato con l'Inter dirà più sulla profondità della rosa del Milan e sui piani B di Amorim che sul suo progetto tattico.
Foto: nobbiwan / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)
Si può davvero giudicare un progetto tattico quando metà del gruppo è in infermeria? Il Milan sta per scoprirlo nel modo più duro. La squadra di Ruben Amorim arriva al derby contro l'Inter di sabato sera con la difesa a pezzi, e la verità scomoda è che la partita dirà molto più sulla rosa costruita dal Milan che sul sistema disegnato da Amorim.
Cos'è successo a San Siro
Il Milan ha perso 4-2 in casa con il Bologna a metà settimana, prima sconfitta in campionato della stagione, come racconta nel dettaglio la cronaca di calciomercato.com. I rossoneri erano passati in vantaggio per 2-1 grazie a una doppietta di Alphadjo Cisse, poi hanno visto Samuel Mbangula completare una tripletta. Il risultato li lascia a sette punti dall'Inter, che ha vinto 2-0 a Venezia, aiutata da due autogol.
Il colpo è arrivato attorno all'intervallo. Tomori, fino a quel momento uno dei migliori del Milan, ha avvertito un problema al flessore ed è stato sostituito da Modric, con Musah arretrato nella linea difensiva. Il Giornale lo conta come nono infortunato a pochi giorni dal derby. Secondo il Corriere della Sera, per il derby sono a rischio anche Rabiot, Gila e Moreira, e lo stesso Amorim ha detto che le condizioni di Tomori vanno ancora valutate, con poco tempo a disposizione per preparare la partita.
Una lista di infortunati non è un alibi, ma è una diagnosi
Gli infortuni capitano a tutti. Conta cosa fa un club quando si accumulano, e la soluzione d'emergenza contro il Bologna è eloquente. Quando un difensore è uscito, la risposta è stata trasformare un centrocampista in difensore e far entrare un centrocampista esperto. È improvvisazione, non un piano B. A nostro avviso dice qualcosa su come è assortita la rosa: quando esce un difensore, non c'è un sostituto naturale pronto a prendere il suo posto.
L'elenco degli indisponibili è lungo. Alcune pagine di notizie dal club, prive di data, indicano Gabbia, Chukwueze, Saelemaekers e Loftus-Cheek fuori senza un rientro rapido previsto, e descrivono il problema di Rabiot come una distorsione al polpaccio, con un recupero considerato il più difficile del gruppo. Prendi queste notizie come una fotografia, visto che non sono datate, ma lo schema è chiaro. Togli abbastanza titolari e il margine d'errore del Milan si riduce a zero.
Guarda anche come si è sviluppata la partita con il Bologna. Il Milan era avanti, poi il secondo tempo è crollato. L'opinionista Sandro Sabatini ha scritto che la squadra ha ceduto mentalmente e fisicamente, e che i cambi non hanno dato nulla. L'impatto della panchina è esattamente ciò che una rosa profonda dovrebbe garantire. Qui è successo l'opposto.
Il problema non è il sistema di Amorim, ma il margine d'errore
Sarebbe facile prendersela con l'idea tattica. Lo stesso Corriere descrive il progetto come ricco di idee e tracce interessanti, avvertendo però che senza risultati immediati rischia di annegare tra polemiche e proteste dei tifosi. Il guaio, a nostro giudizio, è che un sistema esigente richiede una rosa capace di assorbire le assenze senza cambiare identità. Con una difesa così corta, Amorim è costretto a reagire invece di imporsi.
È questa la vera fragilità. Un allenatore con un piano A chiaro e nessun piano B convincente è un allenatore i cui risultati dipendono dalla salute dei suoi giocatori. Sosteniamo che parte della colpa sia anche della dirigenza. Stando alle indiscrezioni, il Milan sta ancora completando la struttura dirigenziale, con Markus Krösche come nome più accostato al ruolo di Head of Football. Consideralo un'indiscrezione, non un affare fatto. Ma suggerisce che le persone chiamate a costruire la profondità della rosa siano ancora in fase di scelta, il che sarebbe coerente con la squadra che stiamo vedendo.
Ci sono anche note positive, e per correttezza è giusto dirlo. Cisse ha segnato due gol e, nelle pagelle di Sabatini, è uscito nettamente meglio di Leao. Pavlovic è stato indicato come eccellente. L'Inter, dal canto suo, a Venezia è stata lenta e fortunata, per ammissione del suo stesso allenatore. La squadra di Chivu sarà senza Lautaro Martinez fino alla sosta per le nazionali. Un derby non si decide con le classifiche di forma, e l'Inter è lontana dall'essere impeccabile.
Il nostro verdetto
Non leggere la partita di sabato come un referendum sulla filosofia di Amorim. Se il Milan perderà con una linea difensiva rattoppata, la lezione riguarderà la costruzione della rosa, non la tattica, e fare dell'allenatore il capro espiatorio sarebbe sbagliato. Se vincerà, sarà merito dell'improvvisazione e del carattere, una piacevole sorpresa più che la prova che tutto funziona.
Cosa dovrebbe fare il Milan? Essere onesto sui numeri: la sessione di gennaio e la nuova guida calcistica devono mettere in cima alle priorità le alternative in difesa. E i tifosi? Giudicare Amorim con la formazione al completo, ma pretendere che il club gliene metta una a disposizione. Il derby svelerà le gerarchie della rosa. Il sistema può aspettare.
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