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Redazione Sportsfera
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La pole di Hamilton con la Ferrari è una gioia, non una svolta per il titolo: decide domenica

La prima pole di Lewis Hamilton con la Ferrari, per nove millesimi su Russell, è una bella storia. Dice poco sul passo gara e i conti del titolo si sono mossi appena.

Pubblicato
31 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Può un solo giro riscrivere una stagione? La pole di Lewis Hamilton a Città del Messico sembrava poterlo fare, con il pubblico in piedi e un sette volte campione del mondo che gridava di amore e di volontà. Ma un giro del sabato non è una gara della domenica. Pensiamo che la pole di Hamilton sia la storia più bella del weekend e, per ora, solo una minaccia modesta per il campionato.

Cosa è successo: una pole decisa in un battito di ciglia

Hamilton ha conquistato la sua prima pole con la Ferrari con 1:16.514, appena 0,009 secondi davanti a George Russell, secondo la BBC. È stata la sua 105ª pole in carriera e la prima dall'Ungheria 2023. Lo stesso articolo dice che è il poleman più anziano dai tempi di Mario Andretti con la Ferrari nel 1982.

Leclerc è stato terzo e Antonelli si è qualificato quinto. Partirà quarto perché Max Verstappen ha una penalità di una posizione in griglia. Antonelli precede Russell di 123 punti e Hamilton di 124, quindi, come osserva il Guardian, può essere incoronato domenica se evita guai.

La pole è reale, ma dice poco sulla domenica

Partiamo dal weekend descritto da Hamilton. Stando al suo racconto, la Ferrari ha avuto un problema al motore venerdì che ha messo la squadra in difficoltà e senza un long run. La Ferrari arriva quindi alla gara con una macchina veloce sul giro secco e con pochi dati di simulazione gara. È un motivo per essere prudenti con la parola «dominante».

Anche i margini vanno contro un risultato netto. Secondo Motor.es, i primi cinque stavano in due decimi. Hamilton era solo quarto nei primi tentativi della Q3, a più di 0,4 secondi dal passo di Leclerc. Il suo ultimo giro è stato superbo, ma molte cose sono andate a suo favore. Verstappen era il più veloce dopo due settori, prima che un bloccaggio al tornantino rovinasse il suo giro. Anche Russell ha deciso di testa sua di saltare un giro di preparazione e dice che la benzina in più caricata dalla squadra gli è costata più del distacco dalla pole.

Nulla di tutto questo sminuisce il giro di Hamilton. Significa che una pole così risicata è un'istantanea lusinghiera, non un divario di prestazioni. Se la Ferrari avesse vinto le qualifiche con quattro decimi, staremmo scrivendo un'altra rubrica.

La partenza è il punto in cui la Ferrari può trasformare una storia in un risultato

Il Messico premia chi parte bene. Beyond the Flag riporta che nessuna delle 10 gare dal ritorno del circuito nel 2015 è stata vinta partendo da dietro la terza posizione in griglia. Segnala anche il lungo rettilineo di partenza, che aiuta chi scatta dal terzo posto. È una buona notizia per Hamilton e Russell in prima fila e per Leclerc in terza posizione. Suggerisce anche che Antonelli, che parte quarto, ha poco margine per rischiare.

Qui la pole conta di più. Una partenza pulita, una prima curva libera e un primo stint a prova di undercut trasformerebbero la gioia del sabato in qualcosa di cui il campionato deve tenere conto. Una brutta partenza metterebbe Hamilton nell'aria sporca che ha penalizzato il giro di Verstappen. Il racconto dello stesso Verstappen, con il traffico che gli è costato tempo alla curva 12, ricorda quanto conti la posizione della macchina in questo settore dello stadio.

I conti del titolo sono testardi, ed è questo il punto

Anche una vittoria di Hamilton non salva il campionato da sola. La BBC elenca le condizioni che impedirebbero ad Antonelli di vincere il titolo. Russell dovrebbe vincere con l'italiano oltre il nono posto, oppure Hamilton dovrebbe vincere con Antonelli fuori dai punti. Antonelli ha 365 punti contro i 242 di Russell e i 241 di Hamilton, secondo Cadena 3, e ne restano in palio solo 125. È un margine enorme da chiedere a un sabato fortunato di ribaltare.

A nostro avviso, presentare Hamilton come guastafeste del titolo è per lo più romanticismo. L'inquadratura più onesta è che la Ferrari ha trovato velocità, su una pista e in un momento in cui conta poco per il 2026. La vera domanda è se riuscirà a ripeterla per 71 giri. La prima pole stagionale della Ferrari arriva tardi, in un secondo anno con Hamilton che il Guardian descrive come successivo a una prima stagione molto difficile.

Il nostro verdetto

Godetevi la pole. È una vittoria per la fiducia di Hamilton e per una squadra che aveva bisogno di un titolo. Le parole dello stesso Hamilton, «Dove c'è volontà, c'è un modo», saranno citate per settimane.

Ma giudica la Ferrari domenica sera, non il sabato pomeriggio. Se Hamilton è davanti alla prima curva e mantiene la posizione senza appoggiarsi all'assetto da qualifica, questa pole sarà stata l'inizio di qualcosa. Se no, sarà stato un giro bellissimo in una buona giornata. La nostra scommessa è sulla seconda ipotesi, con Antonelli che chiude abbastanza in alto da essere campione. Saremmo felici di sbagliarci.

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