Il derby del Milan è vero e Amorim fa bene a non parlare di scudetto
Il 3-1 all'Inter ha mostrato un'squadra di Chivu fragile, ma il rifiuto di Amorim di promettere il titolo è la cosa più credibile detta a San Siro nella notte di Halloween.
Immagine generata con l'IA
Che cosa fai quando il tuo proprietario è pronto a piangere di gioia e lo scudetto improvvisamente sembra a portata di mano? Se sei Ruben Amorim, alzi le spalle e inviti tutti a calmarsi. Secondo noi è proprio la scelta giusta.
Il Milan ha battuto l'Inter 3-1 a San Siro sabato sera, nella decima giornata di Serie A. La partita era di fatto chiusa già all'intervallo. Christian Pulisic ha segnato dopo quattro minuti e Adrien Rabiot dopo dieci, poi Alessandro Bastoni ha riaperto il match prima che la punizione di Diego Moreira fissasse il 3-1 al 43'. Secondo il Corriere dello Sport, il Milan è quarto con 21 punti, mentre per l'Inter è stata la prima sconfitta in campionato. Al termine, il proprietario del Milan, Cardinale, ha detto di essere così felice da sentirsi commosso fino alle lacrime.
La serata di Moreira è la notizia, ma non è un sistema
Il titolo è per Moreira: due assist, poi una punizione che ha battuto il portiere dell'Inter Martinez, il tipo di serata che spinge a paragonarlo a Kaká. Lo stesso Moreira, a suo merito, ha detto di non voler essere il nuovo Kaká. Prendiamolo in parola e andiamoci piano con i superlativi.
Ci ha impressionato di più la struttura intorno a lui. Il Milan ha segnato su azione, da un calcio d'angolo provato e da una palla inattiva, ha difeso con ordine dopo l'intervallo e ha avuto Mike Maignan a salvarlo quando l'Inter ha spinto. Per Leggo il Milan è stato concreto e molto italiano, e questa squadra può lottare per lo scudetto. È un giudizio da commentatore, e anche generoso. Una squadra può essere concreta per una sera e ballare per un mese. Il Milan aveva perso con il Bologna solo pochi giorni prima, e questo è il contesto che l'euforia del derby tende a cancellare.
Le crepe dell'Inter sono reali, ma le scuse sono vere a metà
La squadra di Chivu era, per usare le parole di Tuttomercatoweb, irriconoscibile. Ha cambiato assetto passando a un 3-4-2-1 con Thuram unica punta, e ha spiegato perché: Pio Esposito non stava bene, e Bonny ha avuto la febbre fino a notte fonda. Barella ha aggiunto che erano in emergenza e non abituati davvero al nuovo modulo.
Va bene. Infortuni e malanni sono motivi legittimi. Ma le pagelle di Leggo indicano uno schema che nessuna febbre spiega: era la quarta volta in Serie A che l'Inter doveva inseguire con due gol di svantaggio. Lo ha detto lo stesso Barella, quasi parola per parola: non si può andare sotto e rimontare per tutta la stagione. Partire piano è un'abitudine, non un incidente, e le abitudini sono ciò che gli allenatori sono pagati per correggere. Secondo noi l'Inter resta la rosa migliore sulla carta, e la classifica è d'accordo. Eppure una squadra che continua a subire gol subito perderà altri derby come questo, e giocare ogni tre giorni non aiuterà. Il prossimo impegno è la trasferta di Champions League a Feyenoord.
L'onestà di Amorim è la cosa migliore che ha il Milan
Qui ci distacchiamo dal clima di festa. La linea di Cardinale, come l'ha riportata Amorim, è che lo scudetto sia l'obiettivo. Amorim ha risposto che le cose non cambiano in un mese o due, che serve tempo, e che il Milan avrà bisogno di serate magiche ma anche di disfatte come quella di mercoledì. Alla domanda diretta se il titolo fosse possibile, ha detto di non saperlo e che bisogna essere onesti con i tifosi perché, nella nostra traduzione del suo italiano, la gente non è stupida.
Per noi è la comunicazione più intelligente di tutta questa storia. Un proprietario sul punto di piangere, una stella emergente, una rivale in difficoltà: è la ricetta perfetta per aspettative gonfiate, e il primo pomeriggio storto le rivolterebbe contro l'allenatore. Amorim protegge il suo spogliatoio dall'euforia del suo stesso club. Il Milan ha ora il Ferencváros in Europa League e una trasferta a Genova, esattamente il tipo di partite in cui gli eroi del derby vengono messi alla prova.
Il nostro verdetto
Prendete sul serio la vittoria, ma non lo slogan. Il Milan ha dimostrato di poter battere i campioni quando è lucido e l'Inter è svagata, ed è un segnale vero. Non ha ancora dimostrato di poterlo fare settimana dopo settimana. L'Inter dovrebbe preoccuparsi delle partenze, non dell'unica sconfitta. E tutti intorno al Milan, Cardinale compreso, dovrebbero imitare Amorim: godersi la serata, poi chiedere le prossime dieci giornate prima di parlare di trofei.
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