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Milan-Inter non assegna lo Scudetto, ma può smascherare una finta pretendente

La decima giornata è il primo filtro onesto della Serie A: il derby si deciderà meno sui nomi famosi e più su chi difende con carattere e smette di regalare gol.

Pubblicato
31 ottobre 2026
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Foto: nobbiwan / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Può essere candidata allo Scudetto una squadra che non smette di farsi del male da sola? La decima giornata di Serie A porta questa domanda sotto i riflettori stasera, nel derby di Milano, e poi di nuovo domenica in Juventus-Napoli.

Il quadro è semplice. Secondo LaPresse, l'Inter divide il primo posto con la Lazio a quota 25 punti, dopo otto vittorie e un pareggio, con il miglior attacco del campionato a 25 gol. Il Milan è quinto con 18 e, secondo il Corriere dello Sport, arriva dalla sconfitta contro il Bologna. Il fischio d'inizio a San Siro è alle 20:45.

La vera storia è la difesa, non i nomi altisonanti

Le presentazioni dei derby amano parlare dei grandi nomi. Noi crediamo che la domanda più utile sia più semplice: chi sta facendo acqua, e perché?

Sul fronte Milan, i numeri sono scomodi. Stando alla Gazzetta dello Sport, il Milan ha subito sei gol nelle ultime due partite in casa, tanti quanti nei 29 incontri precedenti. La diagnosi della Gazzetta è che troppi gol nascono da errori individuali, spesso su palla inattiva. Non è un problema tattico che si risolve con un cambio ben pensato. È un problema di concentrazione, e la concentrazione è proprio ciò che un derby mette alla prova.

Neanche l'Inter è impeccabile. La stessa analisi segnala un pressing meno efficace dello scorso anno, più transizioni pericolose concesse (sei contro il Venezia, sette contro la Roma) e una linea difensiva in cui diversi giocatori non sono in forma, con Carlos Augusto debilitato dall'influenza. Per noi è la storia sottovalutata: la co-capolista appare più fragile di quanto dica la classifica.

La scommessa dei quattro centrali di Amorim dice di cosa ha paura

Secondo la Gazzetta, Ruben Amorim dovrebbe preferire il più protettivo Diawara agli esterni Estupiñán e Bartesaghi, il che significherebbe quattro difensori centrali in fila contro il miglior attacco del campionato. Se è questo il piano, leggilo come una confessione. L'allenatore del Milan non pensa di dominare: pensa di sopravvivere e ripartire.

È coerente con i dati. I numeri della Gazzetta mostrano un'Inter con una posizione media in campo molto più alta (54,7 metri contro 48,5), più palloni recuperati nella trequarti avversaria (41 contro 28) e più tiri da quei recuperi (13 contro 7). Il Milan si compatta e riparte veloce. È un piano coerente e in un derby può funzionare, ma a nostro avviso è anche il piano di una squadra che ha accettato il ruolo di outsider. La Gazzetta ricorda che Gonçalo Ramos insegue ancora il terzo gol in campionato e che i migliori marcatori del Milan sono centrocampisti, Rabiot e Cisse con quattro a testa. Quindi la ripartenza ha bisogno di qualcuno che la finalizzi, e Christian Pulisic, decisivo in uno dei derby recenti, è il candidato ovvio.

Nel frattempo, secondo la Gazzetta, Marcus Thuram ha segnato in ciascuna delle ultime sette partite casalinghe di campionato dell'Inter, e l'Inter è andata a segno in tutte le ultime 19 gare di campionato. Una squadra che continua a segnare costringe l'avversario a non sbagliare nulla. Il Milan, in questo momento, non è perfetto.

La fiducia pubblica di Cardinale mostra quanta pressione sente il Milan

Il proprietario del Milan ha parlato con il giornalista Carlo Pellegatti alla vigilia della partita e, come riporta Tuttomercatoweb, ha detto che sarebbe "distrutto" se il club non vincesse il derby, sostenendo Amorim con le parole "ho fatto un'ottima scelta". Il sostegno pubblico a un allenatore prima di un derby è normale. Ma se a dirlo è il proprietario la sera prima, noi lo leggiamo come il segno che la stagione del Milan è già giudicata su questa sola notte.

È un peso notevole da portarsi dietro contro un avversario che non batte il Milan da sette derby, ma che non segna da tre. La maledizione dell'Inter nel derby è reale, e la squadra di Chivu ha qualcosa da dimostrare proprio in questa sfida. Se le capoliste non riescono a battere una quinta in affanno nella partita in cui la loro storia recente è peggiore, anche questa è un'informazione.

Juventus-Napoli di domenica pone la stessa domanda

Domenica tocca a Juventus-Napoli, che i titoli italiani presentano già come l'ultima chiamata per i posti in Champions League. Non faremo finta di saperne di più. Quello che diciamo è che la logica del weekend è la stessa in entrambe le partite: una corsa al titolo non si decide su chi ha la formazione migliore sulla carta, ma su chi smette di fare regali.

Il nostro verdetto

Se vince l'Inter, non chiuderà nulla: dieci giornate sono troppo poche. Ma il distacco dal Milan sarebbe di dieci punti, una montagna da scalare, e confermerebbe che la squadra di Chivu sa sopravvivere anche al suo momento difensivo peggiore. Se vince il Milan, la classifica si accorcia e la narrazione si ribalta. La nostra tendenza: l'Inter ha la struttura migliore e l'attacco migliore, ma la fragilità difensiva è reale, e l'approccio di contropiede di Amorim è fatto proprio per sfruttarla. Una serata tesa e con pochi gol non ci sorprenderebbe. La vera candidata sarà la squadra che commette meno errori banali, e questo è un test del titolo molto più serio di qualsiasi elenco di nomi famosi.

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