De Minaur batte Zverev, ma il vero esame si chiama Alcaraz
Battere il prossimo numero 1 dimostra che la rincorsa di De Minaur verso Torino è reale. La finale di Vienna contro Alcaraz, avanti 6-0 nei precedenti, dirà se è un contendente o un lottatore da top 10.
Immagine generata con l'IA
Battere l’uomo che sta per diventare numero 1 del mondo fa di te un contendente? Oppure solo un ottimo giocatore che ha vissuto un ottimo sabato? Alex de Minaur sta per scoprirlo, perché ad aspettarlo nella finale di Vienna c’è l’unico avversario che non ha mai battuto.
De Minaur ha battuto Alexander Zverev 6-4, 1-6, 7-6 (7-4) in semifinale, trasformando il terzo match point dopo due ore e 31 minuti. Zverev si era assicurato la vetta del ranking a inizio settimana e inizierà ufficialmente il suo regno con la pubblicazione della classifica della prossima settimana. Come riporta The Guardian, De Minaur non aveva mai battuto Zverev in un torneo individuale. Le sue uniche vittorie precedenti erano arrivate nelle competizioni a squadre e alla Laver Cup.
Il risultato lo riporta anche tra i primi otto della Race to Turin. Al suo fianco in finale c’è Carlos Alcaraz, che ha battuto Daniil Medvedev 6-4, 7-6 (7-2) e ha ora vinto 15 partite consecutive nei tornei ATP 500.
La vittoria su Zverev è reale e dice molto sui suoi nervi
Non bisogna sminuirla. De Minaur ha perso un secondo set a senso unico, ha commesso un paio di doppi falli nel tie-break e non ha comunque tremato. Ha messo a segno 25 vincenti e, a sua detta, "ha giocato alle sue condizioni". Quest’ultimo punto conta. I giocatori che vivono nella top 10 senza minacciare la vetta spesso ci arrivano essendo fastidiosi: rincorrono ogni palla e aspettano che l’avversario ceda. Qui è stato diverso. È andato a prendersi il match invece di aspettarlo.
Si legge anche come una dichiarazione sulla stagione. È la sua quarta finale del 2026 e insegue la terza presenza consecutiva a Torino. Non è una settimana fortunata isolata. A nostro avviso, è il profilo di un giocatore che ha trovato un modo ripetibile di competere ai vertici di questo sport.
Ma uno 0-6 non è una nota a margine
Qui dobbiamo raffreddare gli entusiasmi. De Minaur ha perso tutti e sei gli incontri con Alcaraz, compreso quello di quest’anno agli Australian Open. Due sono state finali, al Queen’s nel 2023 e a Rotterdam nel 2025. Una rivalità così sbilanciata non dipende dalla sfortuna o da una giornata storta. Suggerisce un divario nelle armi pure che nervi e impegno possono ridurre ma che finora non hanno colmato.
Zverev, nonostante la gloria del ranking, è anche un utile promemoria del fatto che una testa di serie può essere vulnerabile in una data serata. Alcaraz, al contrario, ha appena liquidato Medvedev in 1 ora e 36 minuti. Diremmo che appare il più a suo agio dei due finalisti, anche se è un giudizio sulla forma e non un fatto.
L’andamento della finale dirà più del punteggio
Il risultato conta meno di come si sviluppa la partita. Se vince, l’etichetta di contendente diventa difficile da contestare. Se perde in due set, è una storia già sentita: un competitore superbo con un tetto appena sotto l’élite. Il nostro pronostico è che l’esito più probabile sia il secondo, visto che i precedenti vanno in quella direzione. Ma un match combattuto, con vere occasioni sul servizio di Alcaraz e lo stesso tennis aggressivo mostrato contro Zverev, ci direbbe più del punteggio.
Se vince, il premio è concreto. The Guardian osserva che salirebbe dal 10º al 7º posto del mondo.
Il nostro verdetto: la vittoria su Zverev rende De Minaur un serio qualificato per Torino e uno dei giocatori più pericolosi del lotto. Non lo rende ancora pari ad Alcaraz. Dovrebbe batterlo per meritarsi quell’etichetta, ed è esattamente per questo che la domenica vale la pena di essere guardata.
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