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Redazione Sportsfera
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Il Como va di moda, ma battere il Venezia ultimo è la vera prova

La squadra di Fabregas ama conquistare i grandi nomi, ma l'etichetta di candidata si guadagna contro chi sta in fondo. La sua cautela prima del Venezia dice molto.

Pubblicato
1 novembre 2026
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Foto: Fra Casa / Wikimedia Commons (CC0)

È più difficile battere il Manchester o la squadra che sta all'ultimo posto? Chiedilo a qualsiasi allenatore e ti risponderà con un sospiro, perché la risposta sincera è la seconda. Il Como, il progetto più di moda del calcio italiano in questo momento, affronta oggi all'ora di pranzo la sua versione di quell'esame.

I fatti sono semplici. Il Como ospita il Venezia al Sinigaglia (ore 12:30) nella decima giornata. Il Corriere dello Sport scrive che la squadra va a caccia della quarta vittoria consecutiva, mentre La Provincia di Como ne conta cinque e include nella serie una vittoria contro il Manchester. Il Venezia è solo in fondo alla classifica, con una vittoria e due sconfitte sotto Davide Nicola. Kean è fuori: dopo la conferenza stampa di Fabregas si è parlato di uno stop di circa cinque settimane. Rientra invece Liberali.

Il segnale è la cautela, non la sicurezza

Le squadre che vincono di solito parlano da vincitrici. Fabregas ha fatto l'opposto. Secondo la copertura della vigilia, ha detto che il Venezia vale molto più di quanto dica la classifica e che ha messo in difficoltà anche le grandi.

Possiamo leggerlo in due modi. Quello benevolo: un allenatore che protegge i suoi giocatori dall'autocompiacimento, il che è furbo. Quello più interessante: forse Fabregas sa che la reputazione della sua squadra è stata costruita su risultati di grande richiamo, e che questo non equivale a dominare settimana dopo settimana. Una candidata non ha bisogno di mettersi in guardia contro l'ultima in classifica. Semplicemente si aspetta di batterla.

Kean è un alibi e il Como non dovrebbe usarlo

Perdere un attaccante titolare è un problema vero. Ma regala a tutti anche una scusa bella e pronta, ed è proprio per questo che oggi la partita conta. Se il Como vince con Douvikas centravanti, sostenuto da Da Cunha, Paz e Baturina, la storia sarà la profondità della rosa. Se inciampa, la storia si scrive da sola: una squadra che aveva bisogno di un solo uomo.

La stampa locale si copre già. La Provincia di Como definisce la partita la più facile sulla carta, poi la chiama una buccia di banana, e solleva il tema delle energie con il Lens all'orizzonte. Crediamo sia questo il vero rischio: non la qualità del Venezia, ma una rosa che decide in testa che questa sia la partita in cui rifiatare. Il turnover è sensato. Trattare tre punti come facoltativi no.

Il Venezia è scarso, non innocuo

Diamo ai // visitatori il giusto riconoscimento. Nicola ha già battuto il Napoli in questa stagione e, dopo la sconfitta con l'Inter, ha detto di essere soddisfatto di ciò che ha visto e della rapidità con cui la squadra sta migliorando. Aggiunge anche che i suoi devono essere più calmi negli ultimi metri e più lucidi sotto porta. È il profilo di una squadra che crea occasioni e le spreca, e spesso sono proprio queste a strappare un punto a una favorita che si distrae.

Resta comunque il punto: il divario. Il Como arriva dal 3-1 sul Torino, e la Gazzetta ricorda che nei quattro precedenti di Serie A con il Venezia ha una vittoria e tre pareggi. La storia dice che questa sfida non è mai stata una formalità.

Un progetto di moda deve anche portare a casa i tre punti facili

Il progetto del Como è reale, e i risultati contro avversarie più forti lo suggeriscono. Ma i progetti raccolgono applausi; le candidate raccolgono tre punti in giorni come questo, con un attacco rimaneggiato e il Lens alle porte. Una vittoria non fa del Como campione di niente. Un passo falso, però, ci direbbe che l'etichetta di moda è più avanti del calcio. Noi puntiamo sulla vittoria, probabilmente comoda, e osserveremo il tono di Fabregas dopo: se la cautela sparisce, sparisce anche il dubbio.

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