L'Italia senza Sinner resta la favorita della Coppa Davis a Bologna
Cobolli, Musetti e Darderi non hanno un fuoriclasse, ma il pubblico di casa, una coppia di doppio specialista e l'abitudine a vincere fanno dell'Italia la squadra da battere a Bologna.
Immagine generata con l'IA
Può essere favorita una squadra che non ha il suo giocatore migliore? L'Italia sta per scoprirlo. Le Finali di Coppa Davis tornano a Bologna e le tre volte campioni in carica arrivano senza Jannik Sinner. La nostra risposta è sì, con una condizione: la squadra deve smettere di pensarsi come una somma di singoli.
Partiamo da ciò che sappiamo. Le Finali si giocano dal 24 al 29 novembre nella nuova BolognaFiere Arena, per il secondo anno consecutivo in città, come riporta Il Resto del Carlino. La lista iniziale del capitano Filippo Volandri comprende Flavio Cobolli, Luciano Darderi e Lorenzo Musetti per il singolare, più i doppisti Simone Bolelli e Andrea Vavassori. L'Italia debutta il 25 novembre contro la Corea del Sud e la rosa può ancora cambiare fino al 23 novembre, secondo il riepilogo di Zazoom.
In questo formato la stella che manca pesa meno di quanto pensi
L'assenza di Sinner è il titolo e nessuno deve far finta che sia poca cosa. Ma la Coppa Davis non è un torneo costruito attorno a una sola persona. Premia la profondità: due singolari e un doppio, ripetuti nell'arco di una settimana breve. Una squadra con un supercampione e un supporto debole può uscirne smascherata. Una squadra con tre singolaristi credibili e una coppia di doppio specialista è più difficile da battere di quanto sembri sulla carta.
È l'Italia che vediamo noi. Cobolli faceva parte del gruppo che, secondo Olympics.com, l'anno scorso ha guidato la squadra al terzo titolo consecutivo insieme a Matteo Berrettini. È un giocatore che ha già gestito la pressione di questo torneo proprio in questa città, e pensiamo che quell'esperienza si trasmetta al resto del gruppo.
Possiamo spingerci oltre. Senza Sinner le aspettative sono più basse e i ruoli più chiari. Nessuno deve fare il salvatore. Cobolli, Musetti e Darderi possono giocare un tennis più sciolto, e in una settimana a eliminazione diretta questo vale qualcosa. È un'opinione, non una certezza, ma crediamo che una squadra a cui è concesso di fare l'underdog in casa sia pericolosa.
Il titolo potrebbe decidersi nel doppio
Se dovessimo indicare ciò che separa l'Italia dalle altre, non sarebbe un singolarista. È la scelta di portare due doppisti riconosciuti, Bolelli e Vavassori, invece di mettere insieme una coppia pescando tra i singolaristi. Quando il confronto è in parità dopo i due singolari, questa scelta conta. Sospettiamo che alcune rivali dovranno improvvisare in quel punto, mentre l'Italia no.
A nostro avviso è il vantaggio silenzioso. I risultati dei singolari possono dipendere da un solo break. Una coppia di doppio specialista dà a Volandri qualcosa di raro in un evento di una settimana: un punto su cui pianificare.
Il pubblico è una risorsa, il caso Berrettini un rischio
I padroni di casa hanno ricevuto una wild card perché hanno vinto le ultime tre edizioni, come spiega la stessa Coppa Davis, e sono teste di serie numero uno insieme a Spagna, Germania e Repubblica Ceca, stando a Bologna Welcome. Aggiungi un palasport di casa e un Paese che insegue il quarto titolo di fila: l'atmosfera diventa un vero fattore competitivo. Il trofeo sollevato a Bologna l'anno scorso sembra ancora un modello.
Il rischio è nello spogliatoio. Berrettini non è tra i cinque della lista iniziale e Zazoom descrive la situazione che coinvolge lui e Musetti come il caso che domina la discussione, con il suo nome che pesa di più. Non possiamo sapere cosa succeda dietro le quinte e non ci azzardiamo a ipotizzarlo. Ma un racconto diviso è l'ultima cosa che serve a una squadra la cui forza di richiamo è già ridotta. Volandri ha tempo fino al 23 novembre per risolvere la questione e, a nostro parere, più la lista finale apparirà serena, meglio sarà.
Un'ultima nota, di cautela. Un titolo rilanciato da MSN e ripreso nello stesso riepilogo di Zazoom descrive una conferenza stampa di presentazione delle finali di Bologna più politica che tecnica, tenuta senza Binaghi e Volandri. È un dettaglio e non conosciamo il contesto completo, ma una squadra che difende un titolo vuole avere il controllo del proprio messaggio.
Il nostro verdetto
L'Italia non è la grande favorita che sarebbe con Sinner. Resta comunque la squadra che sceglieremmo per prima. Fattore campo, abitudine a vincere e una coppia di doppio specialista sono esattamente gli ingredienti che decidono un torneo a eliminazione diretta di sei giorni. La strada verso il quarto titolo di fila passa dalla decisione su Berrettini e da un esordio pulito contro la Corea del Sud. Se Volandri gestirà entrambe le cose, l'assenza di un grande giocatore sarà solo una nota a margine.
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