La dirigenza dello United non ha deciso se Carrick sia il progetto o un ripiego
Le parole di Carrick non restituiscono l'autorità che la dirigenza continua a negargli. Il vero problema dello United è una gerarchia che non ha deciso se lui sia il progetto o un ripiego.
Foto: Lewis Clarke / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)
Può un allenatore avere autorità se la sua stessa dirigenza non dice se è il progetto o il ripiego? Il Manchester United sta per scoprirlo, e la prima risposta non ci piace.
Il contesto è duro. Come osserva ESPN, lo United vive la peggior partenza dal 1986, e football360 riferisce che la squadra ha vinto solo due delle 11 partite del 2026-27 e non vince da sette gare consecutive in tutte le competizioni. Il 4-1 subito in Champions League a Como ha aggravato la crisi. Intanto i nomi continuano a circolare: Antonio Conte, Julian Nagelsmann, Eddie Howe, Fabian Hürzeler. Fonti italiane dicono che Carrick resta per ora, con il Bournemouth domenica come prossima verifica.
Il rimprovero pubblico di un capitano dice dov'è lo spogliatoio
L'autorità non è qualcosa che un allenatore annuncia. Si vede da come una squadra difende quando è sotto 1-0 e da come parla il capitano dopo. Secondo football360, il capitano dello United ha chiamato in causa il suo allenatore dopo la sconfitta di Como, dicendo che "è colpa dell'allenatore e dello staff". Qualunque fosse l'intenzione, è un gruppo che descrive un problema e lascia che sia l'allenatore a farsene carico. A nostro avviso, quella frase pesa più di qualsiasi retorica in conferenza stampa.
Non diciamo che Carrick sia un cattivo allenatore. Ha portato lo United in Champions League da tecnico ad interim, e questo conta. Ma la fiducia da sola non risponde alla domanda che tutti si pongono: che cosa fa questa squadra? Una squadra che non vince da sette partite e che, come scrive Sportsnaut, è più vicina alla zona retrocessione che ai primi quattro posti non ha un problema di identità nascosto dalla sfortuna. Ce l'ha sotto gli occhi di tutti.
La dirigenza è la notizia, e temporeggia
Ecco la parte più difficile da difendere. La decisione immediata dello United, secondo The Athletic, è che Carrick resti allenatore. Allo stesso tempo, talkSPORT apprende che Nagelsmann è stato sondato come possibile sostituto e che l'entourage di Conte si sarebbe fatto avanti. Sono indiscrezioni, non conferme, ma rientrano in uno schema.
Se fosse vero, sarebbe il peggio dei due mondi. Un allenatore che sa che il club valuta i possibili sostituti non può guidare uno spogliatoio, per quanto parli bene. L'autorità la presta la dirigenza. Quando viene ritirata a colpi di fughe di notizie, nessun discorso la restituisce.
Il club ha anche esonerato Erik ten Hag a ottobre 2024 e Ruben Amorim a gennaio 2026. Un altro cambio sarebbe il terzo in circa due anni. Questo dovrebbe rendere la dirigenza più cauta sulla prossima scelta e, pensiamo, più onesta su quella attuale.
Conte è un verdetto sulla dirigenza, non una soluzione
Conte è il nome che circola di più, e c'è una logica. Ha vinto la Premier League con il Chelsea nel 2016-17 e vanta una storia di miglioramenti rapidi. Ma Mark Ogden di ESPN gli ha dato solo 2/5, citando uno stile conflittuale e avventure brevi nei club. Fonti italiane dicono anche che vuole pieni poteri, e The Sun scrive che lo United ha dei dubbi.
Il nostro parere: Conte è la risposta a una domanda che la dirigenza non ha posto bene. Vuole un allenatore dalla volontà forte che controlli tutto, o una struttura di lungo periodo con un allenatore al suo interno? Hürzeler (4/5 per Ogden) e Howe rappresentano risposte diverse, e passare dall'uno all'altro senza un piano non fa che ripetere il ciclo. Conte potrebbe risollevare la squadra in fretta. Sarebbe anche uno stress test per una gerarchia che finora ha faticato a impegnarsi su una direzione.
Giudicare Carrick dai risultati e la dirigenza dalla chiarezza
Cosa dovrebbe succedere? A nostro avviso, una delle due cose, e in fretta. O si sostiene Carrick pubblicamente, con una finestra definita e criteri chiari, oppure si cambia e ci si assume la responsabilità. Lasciarlo nel limbo è l'unica opzione che garantisce il fallimento in entrambi i casi.
Per Carrick il metro è semplice: i risultati. Domenica contro il Bournemouth c'è il primo esame. Se vince e la prestazione ha una forma, la dirigenza dovrebbe dirlo forte e chiaro. In caso contrario, verrà ricordato come l'allenatore lasciato a reggere un club che continuava ad andare alla deriva.
L'eloquenza è la cosa più economica del calcio. L'autorità è quella costosa, e oggi solo la dirigenza può permettersela.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
Altri articoli
Il malore di Kompany mostra quanto il Bayern dipenda da un solo uomo
Un'infezione virale, un problema all'anca e un sostituto in conferenza stampa: il Bayern ha mostrato quanto sia sottile il confine tra un sistema e la presenza di un solo allenatore.
L'emergenza infortuni del Milan è l'occasione per Amorim di smettere di predicare e adattarsi
Con Ramos fuori, Chukwueze out per settimane e lo 0-3 di Bournemouth ancora fresco, Amorim ha bisogno di un piano pragmatico per la prossima di campionato del Milan, non di difendere il suo sistema.
Cinque squadre a 14 punti: la parità della Ligue 1 è reale, e lo è anche il suo monito
Un pareggio storico a cinque dopo sette giornate merita una festa, ma dice anche qualcosa di scomodo sull'assenza di una squadra dominante in Francia.
Il crollo del Milan a Bournemouth: colpa di rosa corta e intensità, non del controllo
Lo 0-3 a Bournemouth, tra espulsione e infermeria piena, dice che un Milan con la rosa corta non può affidarsi solo al controllo in Europa League.



