L'emergenza infortuni del Milan è l'occasione per Amorim di smettere di predicare e adattarsi
Con Ramos fuori, Chukwueze out per settimane e lo 0-3 di Bournemouth ancora fresco, Amorim ha bisogno di un piano pragmatico per la prossima di campionato del Milan, non di difendere il suo sistema.
Immagine generata con l'IA
Una rosa è corta per sfortuna o perché l'allenatore continua a chiedere sempre la stessa cosa a chi è rimasto? Il Milan arriva alla prossima partita di campionato con questo interrogativo addosso, e la formazione scelta da Ruben Amorim dirà di lui più di qualsiasi conferenza stampa.
I fatti sono pochi. Il Milan ha perso 3-0 a Bournemouth in Europa League giovedì, in una gara in cui, come racconta SempreMilan, Amorim ha cambiato diversi uomini nell'undici iniziale, il Milan ha subito un rigore e poi Maignan è stato espulso al 27'. Prima del fischio d'inizio, il club aveva già perso Gonçalo Ramos per un problema al polpaccio e Samuel Chukwueze per un guaio all'anca sinistra. Tuttosport ricorda che Chukwueze aveva giocato da titolare sei delle prime sette partite di campionato e che Saelemaekers era già fuori a lungo sulla destra. Amorim ha detto che il problema di Ramos non è grave, mentre quello di Chukwueze è diverso.
Gli infortuni sono il sintomo, non la malattia
Perdere un esterno titolare e un centravanti nel giro di un giorno fa male a qualsiasi squadra. Ma la fascia destra è ormai ridotta alle ultime opzioni: Saelemaekers resta fuori per mesi, Chukwueze per diverse settimane secondo Goal. Due assenze non dovrebbero lasciare un club delle dimensioni del Milan senza un piano. A nostro avviso, è un problema di profondità della rosa, e la profondità dipende in parte dalla costruzione della squadra e in parte dall'allenatore.
Ramos è il caso più spinoso. Tuttosport sottolinea che ha appena 3 gol e 1 assist in 9 presenze, a fronte di un costo riportato di 74 milioni di euro più bonus. Un attaccante con questi numeri non è esattamente un pilastro su cui appoggiarsi. Anche quando sarà di nuovo disponibile, il Milan avrà un giocatore in più, non necessariamente una soluzione.
Il turnover era difendibile; come è andata no
Amorim ha cambiato buona parte della squadra in Inghilterra dopo le vittorie con Salisburgo e Atalanta. Se l'idea era risparmiare energie per il campionato, non criticheremmo l'istinto: è una scelta legittima. Quello che mettiamo in discussione è farlo in un modo che invitava al disastro: un rigore, un'espulsione e, per sua stessa ammissione, una "prestazione negativa", come recita il titolo di SempreMilan. Pavlovic ha detto che il Milan "è sulla strada giusta" anche con "troppi errori". Suona come ottimismo, e l'ottimismo non è un piano.
Qualche tifoso dirà che è ingiusto dare la colpa all'allenatore, e in parte è vero: gli infortuni e il rosso a un portiere non sono scelte tattiche. Ma un allenatore si giudica da come reagisce al caos.
Come dovrebbe essere una prossima partita pragmatica
La nostra indicazione è semplice. Smettere di cercare di dimostrare che il sistema funziona con i ricambi e scegliere la struttura che li protegge. Se Ramos non è davvero pronto, non va forzato; meglio un assetto compatto che non dipenda da un solo esterno per coprire tutta la fascia destra. Ci si appoggi ai giocatori più esperti in mezzo al campo, accettando una gara più chiusa e con meno gol.
La prossima di campionato va trattata come il tipo di partita che il Milan può vincere anche brutta, e questo deve essere l'obiettivo. Un 1-0 darebbe probabilmente più fiducia alla squadra di una sconfitta di stile. Se invece Amorim insisterà che l'approccio è giusto e il problema sono gli uomini a disposizione, difenderà una teoria mentre la classifica va avanti.
La flessibilità ad Amorim ora non costa nulla
Gli infortuni hanno messo a nudo una rosa corta, ma hanno anche offerto ad Amorim un alibi perfetto per essere flessibile. Noi sceglieremmo la strada pragmatica: prima la sicurezza, poi i principi. Se il Milan vince senza eleganza, nessuno se lo ricorderà. Se perde difendendo il piano, se lo ricorderanno tutti.
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