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Il Napoli vince 4-3, ma la ricostruzione di Allegri fallisce il suo vero test

Il Napoli conquista i suoi primi punti in Champions League contro il Bodø/Glimt, ma il caotico 4-3 mostra quanto il nuovo progetto di Allegri sia ancora lontano dal controllo.

Pubblicato
20 ottobre 2026
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Foto: Vincenzo.togni / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La vittoria per 4-3 del Napoli sul Bodø/Glimt è stata la svolta di cui Massimiliano Allegri aveva bisogno, o soltanto la prova più spettacolare che la ricostruzione sia ancora incompleta? La risposta è scomoda: entrambe le cose. Il Napoli ha finalmente conquistato i suoi primi punti in Champions League, ma la vittoria non ha cancellato la preoccupazione centrale legata al nuovo progetto di Allegri. Contro un avversario aggressivo e moderno, la struttura del Napoli ha ceduto più volte, arrivando quasi a spezzarsi.

Il risultato conta. Dopo le sconfitte contro Arsenal e Villarreal nelle prime due partite di Champions League, il Napoli non poteva permettersi un altro passo falso europeo. La squadra arrivava inoltre dalla sconfitta per 1-0 in Serie A contro il Venezia, mentre il Bodø/Glimt si presentava all’appuntamento con quattro vittorie consecutive in tutte le competizioni e un successo per 1-0 sul Borussia Dortmund nella precedente gara di Champions League, come aveva evidenziato l’anteprima della Gazzetta dello Sport.

Ma una vittoria non è automaticamente la prova di un progresso. Il Napoli ha segnato quattro volte allo stadio Diego Armando Maradona, è passato due volte in vantaggio, è tornato in vantaggio dopo aver subito gol e ha comunque trascorso lunghi tratti della partita mostrando vulnerabilità alla pressione e ai movimenti del Bodø/Glimt. Il resoconto della partita del Corriere dello Sport racconta per intero l’altalena di emozioni: Matteo Politano ha segnato dopo 50 secondi, Scott McTominay ha realizzato una doppietta e il Napoli ha superato lo spavento finale vincendo 4-3.

Il risultato nasconde quanto poco controllo abbia avuto il Napoli

Il dato più importante della partita potrebbe essere quello che non compare sul tabellone: il Bodø/Glimt continuava a trovare gli spazi lasciati liberi dal Napoli. La squadra norvegese ha pareggiato nel primo tempo con Hauge e poi di nuovo con Helmersen, dopo che il Napoli non era riuscito a chiudere. Più tardi, con il Napoli avanti 3-2, il Bodø/Glimt ha spinto con decisione alla ricerca del pareggio e ha costretto Alex Meret a una parata su Berg.

Questa sequenza non è una semplice nota a margine sulla fase difensiva. È esattamente il tipo di prova sotto pressione che questa partita prometteva. Il gioco del Bodø/Glimt si basa sulla velocità, sulle combinazioni e sull’attacco degli spazi aperti; la documentazione prepartita descriveva una squadra capace di punire una difesa che aveva già mostrato alcune lacune. Il Napoli non ha neutralizzato questa minaccia. Ha scambiato occasioni con l’avversario.

Dobbiamo fare attenzione a non confondere il caos spettacolare con la flessibilità tattica. Una squadra in ricostruzione sotto la guida di un nuovo allenatore può aver bisogno di tempo, ma deve anche trovare risposte riconoscibili quando l’avversario cambia ritmo. Il Napoli ha vissuto fasi di pressione e di pericolosità verticale, eppure la sua reazione al possesso prolungato del Bodø/Glimt è stata spesso reattiva. Le sostituzioni finali — Lobotka per Anguissa, poi Olivera, Giovane e Beukema — hanno contribuito a gestire la partita, ma hanno anche sottolineato quanta pressione fisica e posizionale abbia assorbito il piano iniziale.

McTominay ha salvato la serata, ma non può definire da solo il progetto

McTominay è stato l’uomo decisivo. Il suo primo gol stagionale ha riportato il Napoli in vantaggio prima dell’intervallo e il suo colpo di testa ha fissato il punteggio sul 3-2 dopo il cross di Politano. È esattamente il tipo di prestazione di grande impatto di cui il Napoli aveva bisogno da un giocatore esperto in una partita europea ad alta pressione.

Ma affidarsi a un salvataggio individuale non equivale a costruire una squadra coerente. La doppietta di McTominay è stata una prova di qualità e tempismo; non ha dimostrato che il Napoli abbia controllato con continuità gli spazi intorno a lui. Il passaggio verticale di De Bruyne per il primo gol di McTominay e il contributo di Politano al secondo hanno mostrato il potenziale offensivo del Napoli. Anche Lang ha avuto una grande occasione in avvio, dopo essere stato lanciato in profondità, ma ha tirato sul portiere invece di trasformare l’occasione.

È questo contrasto a dover guidare la valutazione. Il Napoli ha abbastanza talento offensivo per punire gli avversari, soprattutto quando De Bruyne riesce a servire i giocatori che attaccano la profondità e Politano può crossare dalle fasce. Ma il livello massimo della squadra sarà determinato da ciò che accade quando la prima ondata di pressione non va a buon fine. Un progetto non può dipendere dal fatto che i suoi giocatori migliori trasformino ripetutamente partite instabili in vittorie.

Il nuovo progetto di Allegri ha bisogno soprattutto di struttura, non di rassicurazioni

Prima della partita, Allegri aveva sottolineato la tecnica, la precisione nei passaggi, l’attenzione e la necessità di recuperare giocatori non ancora al massimo della condizione. Aveva anche sostenuto che la squadra avesse bisogno di sostegno durante un periodo difficile, assumendosi al tempo stesso la responsabilità della situazione. Sono principi sensati. La domanda è se il Napoli riuscirà a renderli visibili in campo.

Il passaggio proposto da una difesa a tre a un 4-2-3-1 più offensivo suggeriva il tentativo di cambiare direzione alla squadra. La partita ha offerto motivi per continuare a esplorare questa idea: il Napoli ha prodotto attacchi rapidi, ha schierato insieme i propri giocatori creativi e ha trovato una presenza sufficiente in area per segnare quattro gol. Ma la stessa apertura ha lasciato scoperto il conto difensivo, che il Bodø/Glimt è stato ben felice di riscuotere.

A nostro avviso, è qui che si deciderà la credibilità di Allegri. Non sulla capacità del Napoli di vincere una sola partita casalinga spettacolare, né sul fatto che l’allenatore riceva sostegno pubblico, ma sulla possibilità che la prossima versione di questa squadra conservi la propria ambizione offensiva senza rinunciare al controllo. Le indicazioni della vittoria per 4-3 sono incoraggianti in attacco e allarmanti sul piano della struttura.

Il verdetto giusto è progresso, non certezza

Il Napoli deve festeggiare i tre punti. Una squadra che aveva iniziato la serata con zero punti in questa Champions League aveva bisogno di questo sollievo emotivo, e i giocatori glielo hanno dato. Il risultato impedisce inoltre che un avvio europeo difficile si trasformi immediatamente in una crisi.

Ma questa non è stata la svolta definitiva che Allegri desiderava. È stato un avvertimento travestito da vittoria. Il Napoli ha mostrato qualità sufficiente per battere il Bodø/Glimt, ma non abbastanza stabilità da far sembrare il risultato ordinario. La distinzione conta, perché la ricostruzione del club dovrà affrontare avversari capaci di mantenere la pressione, attaccare le transizioni e mettere in luce ogni esitazione.

Il verdetto, dunque, è semplice: il Napoli ha vinto la serata, ma il Bodø/Glimt ha dato ragione a chi sostiene che il lavoro da fare sia ancora molto. Il progetto di Allegri merita tempo, ma il prossimo parametro di valutazione dovrà essere il controllo, non un’altra fuga spettacolare. Se il Napoli riuscirà a trasformare questa forza offensiva in una squadra strutturalmente solida anche quando la partita si fa intensa, il 4-3 sembrerà un inizio. Per ora, è soltanto la prova che il nuovo progetto ha potenziale e problemi nella stessa misura.

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